Lo ammetto: sono ufficialmente il Grinch del Capodanno. Odio questa “festa” almeno quanto il Carnevale. Quanta gioia forzata e divertimento preconfezionato nel doversi divertire per forza e che meraviglia travestirsi da qualcosa che non sei e che non sarai mai. No, queste “feste” non fanno per me.
Ma il Capodanno lo odio di più perché ci sono loro: i botti. E, ovviamente, chi li spara. Odio anche loro perché rischiano di uccidermi il cane.
Ma davvero, nel terzo millennio, per divertirti devi accendere una miccia? Sei così “basico” che senza un’esplosione, senza sentire BOOM, non entri nel mood? Cioè, spiega, senti il botto e che succede? Ti senti più figo? Ma non ti basta guardare il telegiornale per farti passare la voglia di spararli, i botti? E soprattutto: davvero non ti sfiora l’idea che il mio cane rischi un infarto a ogni tuo BOOM e che l’aria che respiriamo diventi un mix tra polvere da sparo e smog? Io, qui, ho pure le polveri sottili di Linate, dico. Mancavi tu. Non puoi andare a vivere su Marte? Chiedo per un’amica.

Capodanno è la “festa” che terrorizza gli animali che rischiano di morire a ogni botto, diciamolo. I nostri cani e gatti stanno male veramente mentre uccelli e uccellini cadono a terra stecchiti per lo spavento e tutti gli animali all’aperto vivono la propria apocalisse.
Come ogni anno in questo periodo, oggi sono andata dal veterinario a prendere la ricetta per il gel calmante per Beba. Domani glielo darò sperando che funzioni e passerò la mezzanotte a tenerla stretta mentre il suo cuore andrà troppo velocemente. E davvero spero che non muoia dalla paura e che il suo cuore regga. Trascorrerò la serata così, pensando anche ai “festaioli spara botti” delle cui dita in meno leggeremo l’1 gennaio.
Spero che arrivi il giorno in cui i botti vengano vietati a livello nazionale. E nel frattempo, viva i commercianti che scelgono di non venderli e i Comuni che li vietano. Evviva i commercianti e i Comuni virtuosi!
P.S.: esistono un sacco di modi, più piacevoli e meno pericolosi, per divertirsi senza rischiare di perdere un arto. Giuro. 😉



