Slow living, “vivere lentamente”, rallentare il ritmo, andare più piano. Stare nel presente, qui e ora. E assaporarne tutti gli aspetti con consapevolezza. Prestare più attenzione alla qualità rispetto alla quantità. Fare meno (e forse meglio). In pratica, lo slow living potrebbe essere una rivoluzione.
Non correre. Fermati e respira. Sei sicur* di sapere dove stai andando?
Più fai, più vali. Più produci, più conti. Più sei visibile, più “esisti”. Ma siamo sicuri debba essere proprio così? In un mondo che misura tutto in velocità, produttività, performance, scegliere di andare piano sembra un atto sovversivo
Al giorno d’oggi sembra un’eresia. Fermarsi a respirare e andare più piano. Nel vortice frenetico e a mio avviso schizofrenico del tempo in cui viviamo, soprattutto nelle grandi città, andare piano non è concesso, se vai piano non hai successo. Ma che noia questa idea di successo… e poi cosa si intende per successo? Una carriera brillante? Un’agenda piena? Uno stipendio alto? Un feed perfetto? Ne siamo proprio sicuri? So di gente che al venerdì sera alle nove è su LinkedIn (mi riprometto di togliere le notifiche e non lo faccio mai). Oh ma… tutto bene? Hai una bellissima famiglia, diamine, che ci fai su LinkedIn a quest’ora? Non è che ti stai perdendo qualcosa d’importante? Che ne so… la tua “vita”, tutto qui? Solo il lavoro, dico? Siamo proprio sicuri che stiamo andando nella direzione giusta? È così che vogliamo vadano le nostre vite? Così veloci? È così che deve essere per forza la società in cui viviamo? Così “performante”? Così a volere sempre di più?
Non correre. Fermati e respira.
Forse lo slow living non è una moda ma si può intendere come un atto di responsabilità personale. È smettere di delegare alla società (agli altri) i concetti di successo e di “vita riuscita” e iniziare a scriverla da soli, la propria vita. È decidere che il tempo non è solo un tic e tac da far passare o uno spazio da riempire ma è tutto quello che abbiamo. Il tempo è nostro ed è il nostro. E abbiamo solo questo. E solo questa vita.
Slow living è l’idea (o il potere o la fortuna) di poter scegliere di non dovere fare tutto, di non dovere essere ovunque, di non dover dimostrare sempre qualcosa (a chi, poi?). Slow living è fermarsi e chiedersi: “Quello che sto facendo mi somiglia davvero?” oppure “Sto vivendo nel modo in cui voglio vivere?”
Non correre. Fermati e respira. E poi scegli quale idea di successo vuoi sostenere con le tue giornate, il tuo tempo e la tua vita. Io so solo che voglio andare piano (e arrivare alla fine tutta intera… ché ho già i miei acciacchi). Respirare e sentire. E vivere.





